Caustiche dal mondo reale a C4D


Ultimamente sto ridefinendo il concetto di “caustiche” dato che ogni volta che cerco su google il significato di questa parola ne escono fuori risultati concettualmente astratti, ed in effetti di astratto si parla perché la caustica è un fenomeno fisico che si verifica ogni qual volta che una forte fonte luminosa, (naturale e non) attraversa un corpo trasparente che ha un cospicuo coefficiente di rifrazione. Per definizione accademica, La rifrazione è il cambiamento di direzione che un’onda subisce a causa di una variazione della sua velocità di propagazione, per essere più chiari l’onda riferita alla luce può essere idealizzata come un raggio che colpisce la superficie di uno specchio d’acqua, immaginate la classica piscina, la luce colpisce l’acqua e l’attraversa, lo “sbalzo” o se preferite la variazione di propagazione del raggio stesso, ha una variabile che può dipendere dalla purezza dell’acqua, dalle sue dinamiche e nello specifico dalla forma che la stessa assume nel momento in cui la luce la attraversa. Le caustiche si producono come causa-effetto di una scissione della luce e le vedete proprio sul fondo della piscina e in parte sulla stessa superficie del fluido. Quando un raggio attraversa una superficie trasparente come  l’acqua o il vetro, esso viene in parte riflesso e in parte assorbito. Quando questo accade si genera un fenomeno caustico.

Vi posto un semplice esempio direttamente dal mondo reale.

Il soggetto della foto è ovviamente un piccolo bicchiere di vetro immortalato in una assolata mattina di Giugno sul mio terrazzo e sulla superficie in plaxiglas bianco lucido di una lightbox, potete notare, sulla base del bicchiere, gli effetti della rifrazione della luce che appunto producono caustiche.

homeworks®

In C4D, si possono riprodurre questi effetti, attivando le caustiche nelle proprietà della luce che illumina la scena e attivando come effetto di post-produzione l’apposita voce caustics nella finestra di setup del render. Ovvio che questi effetti entreranno in gioco nella scena solo  se presenti elementi con attivo un canale di trasparenza e con un indice di rifrazione piuttosto elevato. A seguire un semplice esempio realizzato con set-up molto spartano.

homeworks®

Spero che queste informazioni possano essere utili a qualcuno e in attesa che mi decida a registrare un bel video tutorial in italiano vi ringrazio anticipatamente nel caso siate arrivati fino alla fine di questo noioso articolo.

Andrea C.

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Published in: on giugno 17, 2011 at 10:55 PM  Lascia un commento  
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Maya, C4D o 3ds Max?


Proprio qualche ora fa mi è stata posta questa domanda da un mio allievo che sta completando il corso di 3ds max con discreto successo. Molti dei suoi colleghi in facoltà stanno studiando da autodidatti C4D e ha notato che i loro lavori non sono niente male, anzi a dir poco notevoli considerando le poche settimane investite a studiare il software tramite i vari tutorial che circolano sul web. E’ ovvio che possa sorgere qualche dubbio sul software su cui si è scelto di investire tempo e denaro, precisando comunque che, Maya, C4D e 3DS sono comunque validissimi anche se, poi di fatto, ognuno ha vantaggi e svantaggi, dipende da cosa si vuol fare e quali sono le aspettative in termini di resa dei progetti che andremo a creare.

In commercio esistono tantissimi software di modellazione e animazione 3D, i tre menzionati sono i più diffusi e senza ombra di dubbio anche i più appetibili ad un pubblico che vuole avvicinarsi alla progettazione 3D partendo praticamente da zero. Non so per quale motivo Maya si è guadagnato la fama di software ostico e inavvicinabile, forse perchè gli animatori della Pixar e della Dreamworks non potrebbero farne a meno? Boh, non saprei, a mio parere il livello di difficoltà dipende molto dall’attitudine e lo sforzo che si investono nell’apprendimento, ma questo è un discorso puramente soggettivo.

Torniamo alla fatidica domanda e per quanto mi riguarda cercherò di rispondere secondo quello che è il mio modesto punto di vista.

(Premetto che uso tutti e tre allo stesso livello da ormai molti anni e ho avuto modo di vedere tutte le varie evoluzioni delle versioni che si sono succedute a cadenza incessante) dalla fine degli anni 90 ad oggi lo sviluppo è stato a dir poco frenetico e in tutto questo Autodesk ha pian piano costruito il suo impero potendo contare sul solito budget illimitato che le ha permesso di aquisire tutte le case produttrici più importanti che hanno di fatto non solo “inventato” ma portato al top alcuni dei brand sopracitati. Senza andare troppo a ritroso nel tempo, per esempio, 3ds MAx,

fu portato ai massimi livelli con la versione 8 dalla Discreet che di pari passo sviluppò uno dei migliori software di post produzione mai concepiti come “Combustion”, qualche hanno più tardi credo arrivati alla versione 2009 di max, subentrò la solita Autodesk che comprò tutto e adesso si gode i vantaggi di uno dei prodotti per lo sviluppo 3D più diffuso al mondo. Vale lo stesso per Maya prodotto dalla Alias e adesso finita in mani Autodesk e la volete sapere una cosa?

Mi auguro che non accada lo stesso con Maxon, azienda tedesca che produce C4D altrimenti giuro che cambio mestiere.

Ecco vi ho appena dato la risposta alla domanda esiste un software migliore? Forse no, ma per me C4D al

momento rappresenta il top e i vasti consensi che in questi ultimi anni sta ottenendo dimostrano che questo non è solo il mio  punto di vista.

Allora quali sono queste differenze?

Beh, si comincia inanzitutto dalla struttura dell’intero software, macchinosa e articolata per Maya e Max, veloce e versatile per C4d (tenendo poi conto che per gli utenti macintosh 3Ds MAx non è disponibile) e questo direi che è un triste e non irrilevante limite.

I motori di render:

Il buon vecchio Mental Ray per Maya e Max, che ci mancherebbe non mi permetterei mai di denigrare, ma forse con “buon vecchio” vi ho già detto tutto, contro Advance Render 3 di C4D (Versione 12), velocissimo e fluido.

I sistemi di dinamica:

Dynamics in C4D potrebbe usarlo anche mio figlio che ha 2 anni con risultati cinematografici, Reactor in 3ds max è macchinoso, lento e di fatto ha sempre nascosto numerosi bug che non vi sto nemmeno ad alencare perchè onestamente non lo uso più da anni, apparte a lezione, quando gli esempi si limitano ad una semplice pallina che rimbalza o un vetro che si rompe.Le dinamiche in Maya lavorono benissimo ma c

omunque richiedono molta pratica e esperienza per poter ottenere risultati professionali.

Poi c’è il fattore “Architettura”. Se vi interessa modellare edifici, strade, infastrutture etc. Cinema con il suo “measure and construction” non ha eguali, vi farei provare a misurare su max dopo un rapido giro su C4D per farvi capire davvero cosa intendo… Non c’è paragone! E la stessa cosa vale per Maya anche se di fatto va giustificato sotto questo punto di vista perchè è un software che da il meglio di se per la modellazione organica con superfici morbide.

Ok.. Ok. Il mio Allievo è preoccupato, io non gli ho ancora dato una risposta decente guardandolo negli occhi e spero che non legga questo post.. Ma per chi come lui avesse scelto Max, non c’è comunque niente di sbagliato, stiamo pur sempre parlando di un software che ha alle spalle una storia gloriosa.

Maya? Oh si! Sarà anche finito nelle mani di Autodesk ma rimane sempre un prodotto di nicchia, qui in Italia è poco usato negli studi di architettura, ma vi assicuro che se un giorno visiterete uno studio di animazione probabilmente vi ricorderete di questo post.

Per onor di cronaca fra i tanti software andrebbe menzionato anche XSI della Softimage (molto usato in animazione e indovinate un po’? Passato ad Autodesk) ma non mi esprimo perchè non gli ho mai dedicato tempo e fatica e Modo della Luxology che avendolo già visto in azione accompagnato dalle mani esperte di un mio collega, devo dire che mi ha molto affascinato.

Vi allego anche degli screenshots dei workflow di Maya, C4D e 3DS così vi fate un’idea più chiara.

 

Spero queste mie considerazioni possano essere d’aiuto a qualcuno,

per il momento ciao!

Andrea Crisante.

Shutterstock una vera e propria droga


Nonostante sia riuscito a farmi approvare solo 4 fotografie (me la cavo meglio con i render), Shutterstock rimane in assoluto, fra tutti i siti di microstock ai quali sono iscritto, il migliore e sopratutto il più PAGANTE.

In poco più di 12 mesi ho già incasssato qualcosa come 1700 US Dollars, che in effetti non sono tantissimi specie se li convertiamo in Euri, la mia galleria o se preferite “portfolio” conta circa 1000 Immagini ma immagino che se avessi dedicato più tempo a questo che potrebbe considerarsi un vero e proprio mestiere, forse adesso guadagnerei molto di più dei 100 \ 160 $ al mese che comunque non sono affatto male.

Come Funziona? E’ Semplice, anzi no all’inizio è un po’ frustrante, l’interfaccia diventa amica con un po’ di cazzeggio e pazienza.

Una volta completata l’iscrizione come contributori, il sito vi chiederà di caricare almeno 10 immagini che saranno il vostro biglietto d’ingresso, dato che verranno

valutate dai revisori del team di New York. Le immagini dovranno avere dei requisiti minimi che sono ben evidenziati nella pagina di upload, ma date retta a me,

non scoraggiatevi se all’inizio verrete “bocciati” è normale, la qualità e l’originalità verranno premiate, bisognerà perseverare un po’, anche se ripeto per me che ho cominciato con i render credo che sia stato un po’ più semplice, ma in effetti se preferite, ben vengano anche le illustrazioni!

Grazie ad un mio amico con un po’ di “studio” sulle immagini più vendute su questi siti di microstock ho notato che le immagini più vendute sono tutte quelle foto che hanno un senso concettuale, immaginate una mano aperta con dei chicchi di grano per esempio..

Caricare la foto della vostra playstation ( a proposito attenti ai brand che non devono essere identificabili altrimenti andrete inconto a violazioni si copyright e le vostre fote verranno automaticamente scartate) non alzerà le probabilità di vendita, concentratevi su soggetti concettuali e sopratutto originali.

Qui ho postato il riepilogo di immagini vendute questo mese, ad oggi sono a 93.92$, considerato che siamo al 15 ho ancora 2 settimane per sperare in meglio, comunque un piccolo suggerimento che mi do e vi do è quello di tenere il profilo sempre aggiornato caricando costantemente.

Andrea Crisante.

Come creare una lightbox con materiali di recupero


Cosa vuol dire esserci? Boh non lo so, ma ne sentivo il bisogno per cui eccomi qua.

Come primo post, dato che il blog si chiama FotoRender, avrei pensato di caricare un tutorial che spero possa essere utile a qualcuno e tratta di come creare

una lightbox ricavandola con materiali di scarto, come una scatola di cartone, skotch, carta, e qualche lampada.

Una lightbox è una scatola nella quale verrà diffusa della luce e che ci permetterà di fotografare oggetti di piccole e medie dimensioni isolandoli da tutto il contesto, proprio come si fa in uno studio professionale. Ovvio che questa tecnica, ci tengo a precisarlo è molto casereccia ai limiti della decenza, ma funziona

e a livello amatoriale può comunque aiutare a capire ciò che spesso si da per scontato perchè qualcuno ha scritto la propria esperienza prima di noi.

Eccovi il tutorial.